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La Specola

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Al centro dell'imponente mole del palazzo degli Studi, si erge una solida torre a pianta rettangolare, la cui esistenza e la cui funzione, per quanto storicamente e attualmente importanti, sono pressochè ignote alla cittadinanza mantovana. Si tratta dell'osservatorio meteorologico della città, dalla fine del XVIII agli inizi del XX secolo segnalato dai documenti con la specifica denominazione di "specola", forse per la possibilità, in origine, di studiarvi la volta celeste con strumenti ottici. L'importanza singolare di questa sede scientifica è legata al fatto che vi si conservano - caso raro in Italia - i dati delle osservazioni meteorologiche a partire dal 1838, con due sole interruzioni: una breve nel 1881, l'altra, di qualche mese, nel corso della seconda guerra mondiale. Le prime rilevazioni, naturalmente, furono eseguite per mezzo di pochi e semplici strumenti, come il pluviometro e il termometro. Con il passare degli anni le tecniche di indagine si sono andate affinando, così che dalla seconda metà di questo secolo le misurazioni sono diventate molteplici e assai precise; la temperatura, per esempio, viene rilevata quattro volte al giorno. Tra i dati curiosi possiamo ricordare che il 16 febbraio 1929 si registrò la minima storica, con 19 gradi sotto zero; per contro, il 7 luglio 1957 si registrò la massima, di 38,2 gradi all'ombra. Al vecchio pluviometro si è recentemente aggiunto un pluviografo, che registra - mediante un pennino che scorre su un rotolo di carta millimetrata - la quantità d'acqua (o di neve) precipitata. Altro importante strumento è l'anemografo, che consente di registrare, sullo stesso grafico del pluviografo, l'intensità e la direzione del vento nel corso delle ventiquattro ore. Le raffiche possono raggiungere anche la velocità di 70-80 chilometri orari. Fondamentale è anche la misurazione, mediante un barografo, della pressione, i cui valori vengono registrati tre volte al giorno. L'attività dell'osservatorio, che possiede anche altri specifici e moderni strumenti, è possibile grazie al contributo di enti e istituzioni locali.