"Da radici antiche per un futuro europeo" - Una scuola che affonda le sue radici nella cultura classica aperta al presente orientata ad un futuro europeo
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Liceo Ginnasio "Virgilio" - Mantova
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Il periodo post-unitario

All'indomani dell'Unità d'Italia il nuovo stato si preoccupa meno di promuovere l'istruzione elementare e più invece di preparare quadri dirigenti diversi da quelli formati nei seminari e nei collegi religiosi: da qui il particolare interesse per l'istruzione secondaria superiore. Il liceo statale si pone come antagonista al seminario e al collegio gesuitico e la legge Casati sancisce e ribadisce la superiorità del liceo classico come scuola privilegiata della borghesia in ascesa (che mira a conquistare i posti più prestigiosi dell'amministrazione pubblica), in cui svolgono una funzione fondamentale il latino e il greco, intesi come "palestra mentis". Con il decreto di re Vittorio Emanuele del 21 giugno 1867, l'istituto mantovano, entrato a far parte del Ministero della Pubblica Istruzione, viene intitolato "Liceo Ginnasio Virgilio", in omaggio al più illustre concittadino e sommo poeta della latinità. Come novità viene introdotto l'esame di licenza ginnasiale che rilascia un diploma valido ai fini di concorsi per modesti impieghi di concetto, mentre l'esame di maturità apre le porte di tutte le Università. Sui registri scolastici spicca il nome di Roberto Ardigò, prima come studente del Ginnasio e poi come professore sia nel Ginnasio che nel Liceo, dove ha la cattedra di Fisica e Storia Naturale, quella di Storia Civile, quella d'Italiano e di Tedesco e, dal 1864 al 1881, il solo insegnamento della Filosofia. Alle soglie del nostro secolo la scuola secondaria, pur trovandosi inserita in un contesto storico profondamente mutato, mantiene la struttura conferitale dalla legge Casati; vengono istituite varie commissioni, ma nonostante l'atteggiamento riformista, soprattutto di matrice socialista, che vorrebbe una scuola più aperta e più laica, si arriva alla riforma Gentile (1923), che restaura il sistema scolastico elaborato dalla destra liberate. Ancora una volta la riforma si disinteressa dell'ordine tecnico per dedicare la massima attenzione a quello classico investendone anche i contenuti culturali, dove il latino e la storia si prestano alla retorica fascista. La massiccia presenza del regime in ogni ordine di scuola è testimoniata dalle frequenti convocazioni per organizzare parate e celebrazioni di cui sono esposte alcune esemplificazioni.